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Dallo studio al velodromo: come verifichiamo una posizione da pista

14 set
Tempo di lettura: 4 min
Ph. Aurora Bandinelli
Ph. Aurora Bandinelli

Una posizione da pista richiede un'attenzione particolare.

Rispetto al ciclismo su strada, cambiano il contesto, le velocità, le dinamiche della pedalata e, soprattutto, le esigenze dell'atleta.

In pista anche piccoli cambiamenti nella posizione possono influenzare la capacità di mantenere una pedalata efficace, la stabilità sulla bicicletta e la possibilità di sostenere determinate intensità per tutta la durata della prova.

Per questo, con Francesco Bettini e la sua Colnago T1RS, abbiamo lavorato sulla sua posizione in bici in vista dei prossimi appuntamenti, combinando una prima analisi indoor con una successiva verifica direttamente in velodromo.


La posizione da pista non è semplicemente una posizione più aerodinamica


Quando si lavora su una bici da pista, la ricerca della posizione non può essere ridotta alla sola altezza o arretramento della sella oppure alla ricerca di una posizione più aerodinamica.

È necessario considerare il tipo di prova e le caratteristiche dell'atleta.

Una posizione destinata a una prova di endurance in pista può avere esigenze differenti rispetto a quella utilizzata in una prova breve e ad alta intensità.

Cambiano il tempo trascorso in posizione, la cadenza, la produzione di forza, la gestione della fatica e il livello di controllo richiesto.

Per questo la posizione deve essere costruita in funzione di atleta, disciplina e situazione di gara.


La prima fase: analisi indoor


Abbiamo iniziato il lavoro in studio utilizzando l'attrezzatura Velosystem.

La prima fase ci ha permesso di osservare la posizione dell'atleta e valutare i principali parametri biomeccanici, verificando il rapporto tra corpo e bicicletta.

In particolare, nel lavoro sulla bici da pista è importante considerare:

  • posizione del bacino e stabilità sulla sella;

  • rapporto tra sella, manubrio e appoggio del corpo;

  • movimento degli arti inferiori durante la pedalata;

  • simmetria del gesto;

  • libertà di movimento;

  • stabilità degli arti superiori;

  • capacità di mantenere la posizione senza compensazioni;

  • relazione tra posizione e caratteristiche antropometriche dell'atleta.

L'obiettivo è individuare eventuali margini di ottimizzazione senza perdere quelle caratteristiche che permettono all'atleta di esprimere la propria prestazione.



Una particolare attenzione alla pedalata ad alta cadenza


Uno degli aspetti importanti del ciclismo su pista è la capacità di gestire cadenze elevate mantenendo un gesto efficace e controllato.

Aumentando la frequenza di pedalata, diventa ancora più importante che la posizione permetta all'atleta di mantenere una buona stabilità del bacino e un movimento coordinato degli arti inferiori.

Una posizione non adeguata può portare a compensazioni che magari risultano poco evidenti a basse intensità, ma diventano più marcate quando aumentano cadenza e intensità.

Per questo la valutazione dinamica assume un ruolo particolarmente importante.


Dallo studio al velodromo


Dopo la prima fase indoor ci siamo spostati direttamente in velodromo.

Qui abbiamo utilizzato i sensori inerziali Leomo per osservare il comportamento dinamico dell'atleta durante la pedalata.

Il passaggio dal laboratorio al velodromo permette di aggiungere un'informazione fondamentale: come si comporta realmente la posizione quando l'atleta deve pedalare nelle condizioni specifiche della pista.

È infatti possibile che una modifica che appare interessante durante l'analisi indoor debba poi essere ulteriormente affinata quando viene utilizzata ad alta intensità o per periodi più prolungati.



Stabilità e controllo della bicicletta


In pista la posizione deve permettere all'atleta di essere stabile e controllare la bicicletta anche quando aumentano velocità e intensità.

Questo è particolarmente importante quando si lavora su posizioni più aggressive o aerodinamiche.

Abbassare o avanzare la posizione può modificare il rapporto tra corpo e bicicletta e, di conseguenza, anche la distribuzione dei carichi e la percezione di stabilità.

La ricerca della posizione migliore deve quindi tenere insieme aerodinamica, biomeccanica e controllo della bicicletta, evitando di inseguire un singolo parametro.



Aerodinamica, ma senza perdere efficienza


Quando la disciplina e il tipo di prova lo richiedono, anche l'aerodinamica diventa una componente importante.

Una posizione più raccolta può ridurre la resistenza all'avanzamento, ma il vantaggio aerodinamico ha valore soltanto se l'atleta riesce a mantenere quella posizione in modo efficace e sostenibile.

Una posizione estremamente aggressiva che limita la capacità di produrre forza, peggiora la stabilità o aumenta eccessivamente la fatica non rappresenta necessariamente la soluzione migliore.

Il punto non è quindi cercare la posizione più estrema, ma quella che permette all'atleta di sfruttare realmente il vantaggio aerodinamico senza compromettere la prestazione.



Perché la verifica in velodromo è fondamentale


La verifica sul campo permette di confrontare ciò che emerge dall'analisi con il comportamento reale dell'atleta.

È possibile osservare come cambiano movimento e stabilità quando aumentano intensità e cadenza, verificare la capacità di mantenere la posizione e individuare eventuali aspetti da affinare.

Nel caso di Francesco, il lavoro si è quindi sviluppato attraverso due momenti complementari:

Studio → analisi della posizione e prime regolazioni

Velodromo → verifica dinamica e affinamento

Questo permette di evitare che la posizione venga considerata semplicemente come un insieme di misure.



Una posizione costruita per la disciplina


Il bike fitting per il ciclismo su pista deve partire dalle caratteristiche dell'atleta, ma anche dalle esigenze specifiche della disciplina e della prova.

Non esiste quindi una posizione da pista valida in assoluto.

Esiste una posizione più adatta a quel determinato atleta, su quella bicicletta, per quella specifica disciplina e per le richieste della prestazione che dovrà affrontare.

È proprio per questo che l'integrazione tra analisi biomeccanica, tecnologia e verifica direttamente in velodromo può fornire informazioni molto più complete rispetto a una valutazione effettuata esclusivamente indoor.

Con Francesco Bettini abbiamo lavorato proprio in questa direzione, verificando e affinando la sua posizione in vista dei prossimi appuntamenti.



Dario Bellini Performance Lab™

 
 
 

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